Oggi si sente sempre più spesso parlare di lavoro precario. Si intendono quelle persone che vivono una situazione d’insicurezza lavorativa o dovuta alla mancanza di continuità nel rapporto di lavoro o alla mancanza di reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita.
A questo termine spesso si affianca alla flessibilità ossia la capacità di adeguarsi a svolgere lavori e mansioni molto differenti da loro. Insomma un concetto che ci porta lontani dal comodo posto fisso degli anni 60 ma che pone il lavoratore ad una costante e sacrificante ricerca di tanti piccoli lavoretti a termine.
Per tale ragione è sempre più necessario godere di una formazione completa e conoscere diverse lingue per avere anche la possibilità di recarsi all’estero a lavorare.
Se si ha la capacità di adeguarsi all’esigenza del mercato allora il precario riesce a sopravvivere. Infatti, è proprio questa la categoria, che ha le miniori possibilità per poter costruire una famiglia o acquistare una casa, perché nessuna banca concede un mutuo o un prestito ad una persona che non ha un posto fisso di lavoro. Una piaga che purtroppo in Italia è ancora molto presente.