La flessibilità nel mondo del lavoro è un termine usato spesso da circa dieci anni. Ha iniziato a diffondersi da quando nel lontano 1995 l’Italia visse una grave crisi economica che aumentò drasticamente il numero dei disoccupati. Di conseguenza, per dare un futuro nuovo, a queste persone furono creati e regolarizzati diversi tipi di contratti.
I contratti a progetto prevede l’assunzione a tempo determinato in funzione di un determinato progetto per il quale è richiesta quella specifica figura professionale. Spesso questo contratti non offrono la possibilità di poter proseguire nel cammino lavorativo ma segnano solo una tappa, formativa, che va ad aggiungersi al proprio cv.
Naturalmente avendo una durata limitata non sono previste ferie quindi in quel breve lasso di tempo si ha sì la possibilità di lavorare ed essere pagati ma occorre anche pensare in futuro cosa fare.
Nei processi di ammodernamento molte aziende decidono di stipulare contratti a progetto, visti di buon occhio soprattutto dai giovani, che in questo modo hanno possibilità di fare esperienza sul campo. Un’ opportunità che certo non può soddisfare le aspettative di un uomo padre di famiglia che ha bisogno di un lavoro che garantisca una certa stabilità economica.