Con l’arrivo dell’estate si ripropone il problema del lavoro nero. Quando si tratta di lavori stagionali, quindi che durano solo per un periodo determinato, in pochi sono disposti ad assumersi tutti gli obblighi previsti dalla legge. In alcuni casi la situazione è conveniente anche per il lavoratore, poiché considerando un lavoro di soli tre mesi, non essendo assicurato, riesce a guadagnare qualcosa in più.
Ma questo comportamento oltre ad esser sanzionabile dalla legge mette dinanzi a seri rischi il lavoratore, in questo modo non può certo rivendicare i suoi diritti, a partire dal riposo settimanale al giusto corrispettivo per ore lavorate, compresi gli straordinari. In assenza di un contratto spesso le parole contano davvero poco.
Se poi pensiamo a tutti i rischi che si possono correre, perché non si ha una copertura assicurativa, in caso d’incidente, ci rendiamo conto che il lavoro nero conviene molto poco. I datori di lavoro non assicurando la persona “assunta” non ha nessun obbligo nei suoi riguardi, quindi una sorta di sfruttamento moderno.
In primis dovrebbe essere il lavoratore a chiedere una forma di contratto, anche se si tratta di un lavoro stagionale per tutelare soprattutto i suoi d’interessi.