Il mercato del lavoro non offre buone prospettive per il futuro, se la crisi continua a persistere e non si dà il giusto supporto al credito, la disoccupazione continuerà la sua inarrestabile corsa.
Le piccole imprese in Italia, quest’anno hanno affrontato grandi difficoltà e molte hanno vista la chiusura, non si riusciva a far fronti ai diversi costi. Una situazione che certo non incoraggia i giovani a poter sperare in un mercato lavorativo di offerte e certezze.
Ecco allora che la soluzione, in molti casi, è parcheggiarsi in università, percorsi di studio che durano a volte dieci anni, nell’attesa che si liberi un posto di qualche parente. L’Italia è forse il paese dove vige per la maggiore questa mentalità, in altri stati i giovani sono supportati al lavoro e alla flessibilità lavorativa, non si fossilizzano sugli studi universitari, si laureano, e preferiscono trascorrere anche lunghi periodi all’estero per ampliare la specializzazione nel loro settore ma anche migliore o apprendere una nuova lingua.
Si tratta di una maniera diversa di affrontare le situazioni, in questo modo se c’è crisi, ci si trasferisce in un altro paese, cogliendo l’opportunità. Maggiore spirito d’intraprendenza e motivazione che dovrebbero spronare anche i giovani italiani.